La Masseria Fornara nasce dalla passione e dalla visione di una famiglia calabrese che ha trasformato un sogno in realtà: coltivare riso di eccellenza nel cuore della Piana di Sibari, una terra unica che regala al nostro riso caratteristiche organolettiche straordinarie.
Le origini: metà Ottocento
La storia della Masseria Fornara affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento, quando intorno al 1850 il capostipite Giovanbattista Perciaccante avviò la prima attività agricola della famiglia nel territorio di Cassano allo Ionio, nel cuore della Piana di Sibari.
Insieme ai suoi cinque figli, Giovanbattista coltivava inizialmente circa cento ettari di terreno. Grazie a determinazione e lungimiranza, nell’arco di vent’anni la proprietà si espanse fino a superare il migliaio di ettari attraverso progressive acquisizioni.
I terreni erano molto diversi tra loro: alcuni fertili e particolarmente vocati alle coltivazioni arboree, altri di origine salmastra e di minor pregio, destinati principalmente alla coltivazione di cereali come orzo e avena o utilizzati come pascolo.
All’inizio del Novecento, Pietro Perciaccante – uno dei figli di Giovanbattista e capostipite del ramo familiare da cui discende l’attuale azienda – ebbe un’intuizione coraggiosa per l’epoca: sperimentare la coltivazione del riso in piccoli appezzamenti della Piana di Sibari.
Si trattava di una sfida audace. Le prime prove non diedero i risultati sperati: mancavano le infrastrutture idriche necessarie e non esisteva ancora una manodopera specializzata capace di gestire una coltivazione così complessa e delicata.
Per molti decenni, quindi, l’azienda continuò a dedicarsi alle attività agricole tradizionali e all’allevamento. La Masseria arrivò ad allevare circa 300 bovini da carne e 200 cavalli, diventando anche fornitrice ufficiale di cavalli per l’esercito italiano.
A metà degli anni Venti del Novecento, dopo una divisione tra alcuni membri della famiglia, venne acquistato un nuovo importante appezzamento di circa 500 ettari, sempre nel territorio di Cassano allo Ionio.
Questi terreni, ricchi di sostanze minerali e particolarmente drenanti, risultavano ideali per le coltivazioni arboree. Inizialmente utilizzati per il pascolo e la produzione di fieno, negli anni successivi vennero progressivamente convertiti alle coltivazioni frutticole.
Per molti anni, la produzione di pesche divenne una delle attività principali della famiglia, rappresentando una parte significativa del reddito aziendale.
La storia della famiglia si intreccia inevitabilmente con le vicende drammatiche del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Eugenio Perciaccante – figlio di Pietro e futuro padre dell’attuale Pietro – fu fatto prigioniero in Jugoslavia, dove rimase per circa quattro anni.
Dato inizialmente per disperso, Eugenio riuscì miracolosamente a fuggire. Affrontò un lungo e pericoloso viaggio con mezzi di fortuna, attraversando territori ostili, fino a riuscire a fare ritorno in Calabria e ricongiungersi con la sua famiglia.
Nel 1962 Eugenio Perciaccante venne a mancare prematuramente. Suo figlio Pietro – futuro padre degli attuali Eugenio e Matteo che oggi guidano l’azienda – aveva allora soltanto otto anni.
Per circa dieci anni la gestione dell’azienda fu affidata allo zio Francesco, grande amante delle lettere e dello studio, che tuttavia riuscì a mantenere viva l’attività agricola familiare fino a quando Pietro, raggiunta la maggiore età, poté prenderne le redini.
Con l’ingresso di Pietro Perciaccante iniziò una fase di profondo rinnovamento e trasformazione per l’azienda.
All’inizio degli anni Ottanta vennero realizzate le prime risaie moderne della Masseria Fornara. La scelta di investire nella risicoltura non fu casuale: Pietro aveva osservato con attenzione le sperimentazioni avviate dal direttore delle Assicurazioni Generali in un’azienda vicina e intuì che le particolari condizioni pedoclimatiche della Piana di Sibari – la vicinanza al mare, il clima mite, il terreno salmastro – potevano rendere possibile una produzione di riso di alta qualità anche in Calabria, in una regione tradizionalmente non vocata a questa coltura.
Inizialmente si produceva soprattutto riso da seme, con risultati ancora da perfezionare. Ma l’impegno, la dedizione e la ricerca costante della qualità portarono ben presto ai primi, importanti riconoscimenti.
Nel 1989 arrivò la prima, storica conferma: la Masseria Fornara ricevette la Medaglia di Bronzo dalla prestigiosa Fondazione Conte Giangiacomo Morando Bolognini. L’anno successivo arrivò la Medaglia d’Oro, seguita nel 1991 dalla Medaglia d’Argento.
Come ricorda ancora oggi papà Pietro: “Tra le più grandi soddisfazioni della mia vita”. Questi riconoscimenti diedero alla famiglia la certezza di essere sulla strada giusta e spinsero l’azienda a investire sempre di più nella qualità e nella sperimentazione.
Dalla coltivazione iniziale delle varietà Balilla e Baldo, si passò progressivamente al pregiato Carnaroli, fino ad arrivare, dalla metà degli anni Novanta in poi, alle produzioni più innovative e diversificate che caratterizzano oggi l’offerta della Masseria Fornara.
Il percorso di eccellenza è continuato negli anni successivi:
Nel 2014, il “Riso Masseria Fornara” è stato insignito del titolo di “Miglior Riso Italiano” alla Fiera in Campo di Caresanablot
All’inizio del 2016, l’azienda ha ricevuto il prestigioso Premio Foodies dal Gambero Rosso, insieme ad altre sole 5 aziende italiane riconosciute per i loro percorsi di alta qualità
Questi riconoscimenti ufficiali hanno attirato l’attenzione dei media nazionali: il riso calabrese della Masseria Fornara è stato protagonista di servizi sui principali giornali e sulla Rai, suscitando interesse e curiosità anche nei territori del nord dove il riso è tradizionalmente l’alimento base della cucina.
Oggi la quarta generazione della famiglia Perciaccante – rappresentata da Eugenio e Matteo – porta avanti con passione e innovazione l’eredità dei loro predecessori, guardando al futuro con la stessa lungimiranza che ha caratterizzato la storia della Masseria Fornara fin dalle sue origini ottocentesche.
La Piana di Sibari è molto più di un semplice luogo di produzione: è il segreto del nostro riso. Situati a soli 1,9 km dal mare, con il massiccio del Pollino alle spalle, godiamo di condizioni pedoclimatiche eccezionali che creano un microclima perfetto per la risicoltura:
Questa combinazione straordinaria rende il nostro riso un prodotto di qualità superiore, con rese che, pur non raggiungendo quelle della Pianura Padana, garantiscono un’eccellenza qualitativa riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Per decenni i terreni calabresi, dopo anni di coltivazione intensiva, necessitavano di recuperare sostanza organica. La nostra scelta del riso come coltura non è stata casuale: attraverso l’utilizzo di acqua in condotta forzata e un’attenta lavorazione, abbiamo contribuito alla rigenerazione del suolo. In Calabria, dove il ciclo produttivo si estende per 140 giorni totali, la rotazione dei terreni è essenziale per mantenere la fertilità.
La coltivazione del riso nella Piana di Sibari richiede tempi di lavorazione più lunghi: i terreni ricchi di argilla necessitano di essere lavorati in sommersione, riservando sempre spazio per la sperimentazione. Quello che funziona nelle risaie del nord spesso deve essere adattato alla nostra realtà calabrese.
Non deriva solo dal clima, ma anche dalla cura nella lavorazione. Il riso passa attraverso un’essiccazione orizzontale statica che permette di ottenere un prodotto meno “strapazzato”, con una spigolatura poco intensa che riduce rotture e microfessurazioni. Una scelta aziendale precisa ci ha portati ad apparire meno bianchi dei risi tradizionali, regalando al consumatore un riso genuino e di maggiore qualità.
Dalla varietà tradizionale Balilla al Baldo, dal Carnaroli fino alle produzioni più recenti: oggi la Masseria Fornara propone diverse tipologie di prodotto, tra cui Carnaroli, Carnaroli integrale, riso aromatico e riso nero, continuando allo stesso tempo a sperimentare nuove produzioni e progetti innovativi.
Il nostro marchio “Masseria Fornara” è distribuito in diverse regioni del sud Italia: Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia e Puglia, oltre che in alcuni punti vendita al nord (Milano e Roma) e all’estero.
Il nostro impegno per l’eccellenza è stato riconosciuto con prestigiosi premi che testimoniano la qualità del nostro lavoro:
Fondazione Conte Giangiacomo Morando Bolognini – Medaglia di Bronzo (1989), Oro (anno successivo), Argento (1991)
Titolo di “Miglior Riso Italiano” alla Fiera in Campo, Caresanablot (2014)
Premio Foodies dal Gambero Rosso (inizio 2016), insieme ad altre 5 aziende riconosciute per i percorsi di alta qualità
Questi riconoscimenti ufficiali hanno attirato l’attenzione dei media nazionali: il riso calabrese è stato protagonista di servizi sui giornali e sulla Rai, suscitando interesse anche nei territori dove il riso è tradizionalmente l’alimento principale.
Il percorso della Masseria Fornara attraverso i momenti più significativi della nostra storia.
Inizia l’attività agricola della famiglia Perciaccante nella Piana di Sibari, gettando le basi di una storia lunga sei generazioni.
Nasce ufficialmente la Masseria Fornara come ramo autonomo della famiglia, consolidando l’identità agricola della nuova proprietà.
Eugenio Perciaccante prende le redini della Masseria, portando avanti le coltivazioni tradizionali e l’allevamento.
Pietro, figlio di Eugenio, assume la gestione dell’azienda, avviando un processo di innovazione e rinnovamento che porterà alla nascita delle prime risaie.
Formalizzazione societaria dell’attività agricola familiare, pronta per una nuova fase di crescita e sviluppo commerciale.
Riconoscimenti ufficiali alla qualità del riso Masseria Fornara: medaglia alla Fiera in Campo e premio Foodies dal Gambero Rosso.
Nasco il marcio "Masseria Fornara" con confezionamento e commercializzazione diretta del riso.
Il riso Masseria Fornara entra nella grande distribuzione alimentare, ampliando la diffusione e la visibilità del prodotto.
L’azienda si estende su circa 120 ettari: una trentina di montagna dedicati alla coltivazione delle pesche, una quindicina ad agrumi, e una rotazione di riso basata su una cinquantina di ettari. Non ci fermiamo mai nella ricerca dell’innovazione.
Stiamo valutando l’acquisto di una pileria per avviare una piccola attività di molitura e, in futuro, vendere risi pronti non precotti, con il loro contorno già predisposto: un riso pronto da mettere in pentola. Lavoriamo in collaborazione con lo spin-off dell’Università della Calabria per garantire l’autenticità del riso della Piana di Sibari.
Come afferma il nostro padre: “Ci siamo sempre mossi a cerchi concentrici. Prima abbiamo dato la possibilità ai calabresi di trovare il nostro riso in ogni punto vendita; poi ci siamo allargati in buona parte del Sud. Adesso vorremmo estendere la nostra presenza verso nord. Ma in modo graduale.” Con queste prospettive, il binomio riso e Calabria può davvero guardare lontano.